Parrocchia San Giuseppe Carpi

In cammino con Gesù

Commento ai Vangeli Domenicali a cura di don Carlo Bellini

Prenotazioni presso:

Koinè –>
Corso Manfredo Fanti 46 – 41012 Carpi (MO) – Tel. 059 684037

Libreria “La Fenice” –>
Via Giuseppe Mazzini 15 – 41012 Carpi  – Tel 059 641900

Parrocchia San Giuseppe Artigiano –>
Via Remesina Interna 56 – 41012 Carpi (MO)  – Tel 059 911 1625

 

Introduzione di Don Erio Castellucci

Leggo questa raccolta delle Omelie domenicali e festive di don Carlo Bellini nelle settimane in cui infuria la guerra a Gaza, in quel lembo tormentatissimo della Terra Santa solitamente ignorato e solo periodicamente famoso in relazione ad attentati e stragi. Ritrovo nel volume le scene evangeliche, soprattutto marciane, ambientate in Galilea e in Giudea, regioni le cui città e villaggi sono visitati da molti milioni di pellegrini ogni anno e abitati da pochi milioni di cittadini. Secondo le statistiche delle Nazioni Unite, la guerra scoppiata come reazione israeliana al terrorismo di Hamas è la centosettantesima in corso nel mondo. Di questo conteggio, certo, fanno parte tanti conflitti locali che non si affacciano nemmeno nell’anticamera dei mass media; ad esso appartengono poi molti conflitti tribali fra Stati confinanti, specialmente nel continente africano; e in esso sono comprese infine quelle guerre vere e proprie che registrano innumerevoli morti: non solo il conflitto innescato dalla Russia con l’invasione dell’Ucraina, ma anche quelli nello Yemen, in Siria, in Nigeria, nel Sudan… Se potessimo vedere la Terra dall’alto, come Dante nel ventiduesimo Canto del Paradiso, non esiteremmo a definirla anche noi “‘l’aiuola che ci fa tanto feroci”. 

Eppure in questa nostra Terra, e proprio nell’angolino che noi chiamiamo Santa, si è accesa una scintilla che non si smorza. Attenzione, non sto parlando di un’oasi felice, di una parentesi beata che si distacca dal resto del mondo e dai suoi problemi. Sto parlando di una scintilla che in duemila anni di storia ha acceso tante luci, sebbene non tutte quelle che erano auspicabili. Tra i molti spunti che don Carlo offre nelle sue pagine, uno in particolare – in questo contesto – mi ha colpito; quando commenta la Trasfigurazione scrive: “abbiamo bisogno della bellezza di Gesù, che ci aiuti a trasfigurare la realtà cioè a cogliere la radice vera di ciò che viviamo. Questo non è voler vedere a tutti i costi un lieto fine in una storia che altrimenti è troppo dura. Sappiamo che la nube è ugualmente segno della presenza di Dio. Non siamo chiamati a un’esaltazione ingenua ma a un realismo del bene: riconoscere ciò che intorno a noi è bello e farlo crescere”.

Ecco: trasfigurare la realtà, coglierne la vera radice, riconoscere il bene e il, bello in un atteggiamento realistico. Verrebbe voglia spesso di mandare all’aria ogni buon proposito e consegnare semplicemente “l’ardua sentenza” su tutto ciò che accade ai posteri. Ma è una tentazione: il Vangelo ci attrezza ad uno sguardo penetrante, evitando di lasciarsi travolgere dalla marea del pessimismo o di decollare sull’aria dell’irenismo. Realismo: questo è l’insegnamento di Gesù, che implica la responsabilità di ciascuno. Il proverbio “finché c’è vita c’è speranza”, che rischia di apparire attendista, andrebbe completato così: “finché c’è vita c’é responsabilità”. I commenti alle letture di don Bellini, che ringrazio per averceli messi a disposizione, sono tutt’altro che pessimisti e irenici: sono realisti, richiamano alla responsabilità, innestano il Vangelo nella vita di ogni giorno e la vita di ogni giorno nel Vangelo. Il linguaggio essenziale e diretto, i richiami agli autori antichi e contemporanei, i riferimenti all’etimologia dei termini greci degli evangelisti, rendono queste omelie non solo piacevoli alla lettura – il che non è poco – ma anche e soprattutto utili a motivare le scelte di fede e l’impegno quotidiano per la pace.

Erio Castellucci