Parrocchia San Giuseppe Carpi

Home

Parrocchia San Giuseppe Carpi

Secondo Don Tonino Bello, San Giuseppe ha avuto «più coraggio a condividere il progetto di Maria», di quanto «ne abbia avuto lei a condividere il progetto del Signore. Lei ha puntato tutto sull’onnipotenza del Creatore. Tu hai scommesso tutto sulla fragilità di una creatura. Lei ha avuto più fede, ma tu hai avuto più speranza. La carità ha fatto il resto in te».
Leggi il commento al Vangelo della Domenica
di Don Carlo Bellini
Emergenza Ucraina: le preghiere e le indicazioni della Caritas diocesana

Solidarietà: risposta alla guerra

La Caritas diocesana è impegnata su vari fronti, a livello locale per l’accoglienza e in coordinamento con Caritas Italiana per gli aiuti ai campi profughi

È comune la preoccupazione per quanto sta accadendo in Ucraina, dove purtroppo, come ha sottolineato il Papa, la “gente comune che vuole la pace…in ogni confitto è la vera vittima che paga, sulla propria pelle, le follie della guerra”. Si parla ormai di centinaia di migliaia di profughi, e di un paese devastato, con migliaia di morti, che porterà a lungo i segni della violenza. “Fratelli e sorelle – ha detto sempre Francesco – quando io sento le parole “vittoria” o “sconfitta” sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore, non sono parole giuste, l’unica parola giusta è “pace”, questa è l’unica parola giusta”. Al di là della ragione e del torto, la guerra non può mai essere la soluzione delle tensioni fra le persone, fra i gruppi, fra le nazioni.

Quella che stiamo vivendo è un’emergenza complessa, con una risonanza concreta anche in Italia, e Caritas Italiana – grazie ai contatti costanti con le Caritas in Ucraina, la rete internazionale e le Caritas diocesane italiane – monitora costantemente la situazione per adattare le risposte ai bisogni reali; supporta le Caritas di Ucraina e dei Paesi confinanti per l’accoglienza delle persone in fuga dalla guerra, garantendo le azioni necessarie per rispondere ai bisogni più urgenti e contribuendo all’accoglienza di quanti arrivano in Italia. Ha avviato una raccolta fondi, e sta via via mettendo a disposizione contributi per i bisogni immediati, restando accanto alla popolazione tutta. Invita anche alla prossimità con le sorelle e i fratelli ucraini che sono nel nostro Paese, spesso impegnati in servizi di cura nelle nostre famiglie, e a quanti stanno raggiungendo il nostro Paese. In Emilia-Romagna hanno fatto il loro ingresso fi no ad ora oltre 20.000 profughi ucraini; sul territorio di Carpi sono più di 300, mentre su quello di Mirandola più di 50. La Caritas di Carpi è coinvolta nell’accoglienza nel nostro territorio; la nostra è un’accoglienza di comunità, attraverso la disponibilità di famiglie che si mettono insieme attraverso una rete che si prende cura delle persone accolte. La solidarietà che fiorisce nelle nostre comunità è una preziosa occasione per richiamarci al valore della pace e si esprime in gesti concreti di sostegno e vicinanza. Alcune parrocchie e famiglie private del territorio diocesano hanno messo a disposizione spontaneamente la loro casa e gli spazi necessari, e sappiamo che le famiglie che stanno accogliendo sono molte di più di quelle che noi conosciamo, passate dalla Caritas. L’accoglienza in famiglia aiuta a far sentire la vicinanza necessaria. Come operatori Caritas ci mettiamo a disposizione come punto di incontro per l’alloggio tra le richieste e le disponibilità, e cerchiamo di accompagnare sia le famiglie che arrivano, seguendole nei diversi passaggi fondamentali, sia le famiglie che accolgono, affiancandoci a loro nel dare risposta alle necessità primarie, e preoccupandoci affinché la generosità che stanno dimostrando possa generare un’esperienza positiva e serena. In particolare, ora stiamo accompagnando 12 famiglie che hanno accolto in totale 40 persone. Off riamo poi ai profughi il supporto alimentare attraverso le schede dell’emporio Cinquepani, grazie ad un finanziamento dell’8xmille: dalla fine di marzo ad oggi ne abbiamo distribuite 70 ad altrettanti nuclei familiari ucraini, raggiungendo in questo modo 240 persone. Stiamo sperimentando tanta generosità da parte delle persone che rimangono colpite dal dolore e offrono la loro collaborazione, anche attraverso servizi come il trasporto o il provvedere a qualche specifica necessità sanitaria o di qualunque genere: come Caritas stiamo cercando di coordinare anche questi volontari, favorendo l’incontro tra chi si off re e chi necessita di questi aiuti. L’amore e la carità che stiamo vedendo ci dicono ancora una volta che il male non è mai l’ultima parola sull’uomo e sulla vita; che c’è un’umanità capace di solidarietà, di vicinanza, di accoglienza. Moltissime persone hanno risposto all’appello di raccolta fondi: a tutt’oggi sono stati raccolti 44.500 euro, che ci impegniamo a finalizzare al meglio. Una parte verrà versata alla Caritas Italiana per contribuire agli aiuti sul campo, mentre l’altra parte verrà utilizzata per il sostegno ai profughi ospitati qui in diocesi. Ringraziamo quanti stanno donando con generosità e quanti, con altrettanta generosità, ci stanno facendo pervenire direttamente, o tramite le parrocchie e le associazioni, la loro disponibilità a dare una mano in diversi modi per questa emergenza.

Gli operatori della Caritas diocesana Sr Maria Bottura, Stefano Battaglia, Michela Marchetto, Roberta Dalla Sala


Per le persone e famiglie in fuga dal conflitto, Caritas diocesana promuove le accoglienze piccole e diffuse.
Invitiamo perciò coloro che avessero disponibilità di locali, o coloro che stanno già accogliendo, a mettersi in contatto con la Caritas per coordinare gli interventi (059-644352 – caritas@carpi.chiesacattolica.it)

A Carpi la Via Crucis cittadina
Un appuntamento pubblico di preghiera che caratterizza il cammino quaresimale della chiesa carpigiana sarà la Via Crucis cittadina che si terrà venerdì 8 aprile alle ore 21. L’animazione delle stazioni e affidata ai gruppi Agesci della città che rifletteranno sul tema dei conflitti in Ucraina e in varie parti del mondo. Una preghiera corale per la pace alla sequela della croce di Gesù.
Questi momenti comunitari, interdiocesani, diocesani e cittadini si aggiungono alla preghiera quotidiana che si svolge nelle parrocchie, nei monasteri, nelle comunità religiose e nelle famiglie perché come ci ha ricordato il Papa “Dio e il Dio della pace” e chiediamo che “converta i cuori a una ferma volontà di pace”.


Editoriale n. 11 del 27 marzo 2022

Consapevoli del carico di dolore di chi fugge
Il tempo di una vera accoglienza

Pare assurdo, eppure… ancora un’altra guerra. Non sono bastate le già tante atrocità prodotte, di cui il ‘900 è indelebilmente macchiato, per scuotere le nostre coscienze e ammettere, all’unanimità, che la guerra è un male così orribile da far subito cessare, anzi, neanche da pensare di iniziare? È mai possibile arrivare a contraddirsi, ingannarsi a tal punto da voler trovare giustificazioni umane ad azioni, evidentemente, così tanto disumane? Almeno di fronte a questi fatti drammatici, rimaniamo spaventati di quanto un uomo possa corrompersi per la sete di potere e delle tragiche conseguenze che ricadono sulla gente comune? Pare assurdo, eppure… con tutto quello che è successo e, purtroppo, succede tutt’oggi… non abbiamo ancora imparato che l’aggressione, il sopruso, il dominio, l’invasione sono azioni devastanti, dalle quali non trae vantaggio nessuno, soprattutto chi le comincia, perché alla fine dei conti portano all’autodistruzione? Com’è possibile che non si riesca a riconoscere la sopraffazione, la cattiveria, la prepotenza come atteggiamenti crudeli, che non hanno niente a che vedere con il senso di giustizia, da condannare ed evitare categoricamente, perché

non fanno altro che rovinare, per anni, la vita umana personale e sociale? Quante altre grida si devono alzare al cielo, a quanto altro dolore, sofferenza, morte dobbiamo assistere per capirlo? Pare assurdo, eppure… ormai nemmeno la storia non sa più come dircelo… lei, che secondo l’adagio latino «è maestra di vita», alla prova dei fatti che giudizio ci può dare?

Per grazia di Dio, e intendo proprio unicamente perché Lui, in persona, ha deciso di rendersi presente e farsi carico della vita umana, per grazia di Dio, la storia non è fatta solo di barbarie, uccisioni e devastazioni. Per grazia di Dio, nelle pagine della storia è profondamente inscritto un moto contrario: di fronte all’esplosione del peggior male che alcuni uomini possono fare contro altri uomini, compare in tutta la sua umile imponenza il bene più grande che gli uomini possono fare a favore degli uomini. Quando la violenza e la cattiveria invadono il campo, sfoggiando con spavalderia la loro presuntuosa forza, l’amore e la carità con latenza subentrano, per mostrare a tutto il mondo la loro solidale vittoria.

Una trentina di richieste per altrettante disponibilità di alloggio
Caritas: i primi inserimenti

L’impegno della Caritas diocesana
Dunque, se vogliamo imparare dalla storia, è necessario conoscere la sua parte veramente umana, che comunque, per grazia di Dio, rimane sempre la più determinante e cospicua. Per certi versi noi siamo avvantaggiati, perché, considerando la nostra posizione geografica, è proprio la parte che maggiormente ci interpella e ci coinvolge, in prima persona. Non conta se da semplici comparse o da attori protagonisti, l’importante è che, secondo le proprie disponibilità, cerchiamo di partecipare.

Dall’inizio dell’invasione russa si contano ormai più di due milioni di profughi ucraini; di cui circa tredicimila sono arrivati nella nostra regione, per adesso. Quindi, anche la nostra città è chiamata a dover far fronte a questa emergenza umanitaria. Attualmente stanno arrivando anziani, donne e bambini, perché gli uomini non possono lasciare il paese. Più precisamente, i nuclei famigliari sono composti in prevalenza da mamma e figli; ciò significa che occorre trovare luoghi adatti, che permettono di mantenerli uniti.

Altre possibilità di collaborare

Per grazia di Dio, non manca un discreto numero di famiglie disposte all’ospitalità. Per cui la domanda sta trovando la giusta offerta; infatti, concretamente, ad oggi, abbiamo ricevuto trentadue richieste di accoglienza e trentatré posti a disposizione. In tal modo, come Caritas Diocesana, lavorando in stretta collaborazione col Comune, subito cerchiamo di identificare la sistemazione migliore; poi ci proponiamo di accompagnare sia la famiglia da accogliere, seguendola nei vari passaggi necessari (AUSL per gli aspetti sanitari, segnalazione della propria presenza alla Questura e al Comune), sia la famiglia accogliente, supportandola e affiancandola nell’aiuto (ad esempio dando buoni dell’emporio Cinquepani, per soddisfare esigenze alimentari e d’igiene senza difficoltà). Considerando il dramma che stanno vivendo, per l’abbandono della loro terra e delle persone care, è proprio l’ascolto, il conforto, la vicinanza ciò che meglio può alleviare il forte dolore e le gravi sofferenze. È fondamentale, pertanto, che questa generosa prossimità porti ad una reale esperienza positiva e serena.

Attraverso questa impostazione, è già avvenuto l’inserimento di un nucleo di tre persone; e sono stati attivati altri inserimenti, che si concretizzeranno appena possibile.

La grazia di Dio è molto più abbondante. In aggiunta alle famiglie accoglienti, ci sono altre persone che hanno offerto la propria competenza per svolgere servizi altrettanto preziosi: accompagnamento nei vari uffici sanitari e comunali; interpretariato; assistenza medica per eventuali emergenze. Senza dimenticare le Caritas Parrocchiali, che stanno mettendo a disposizione le loro risorse (sporte di cibo, trasporti…) in risposta ai bisogni segnalati.

Siamo anche in costante contatto con la Caritas Italiana, al fine di trovare insieme soccorsi e percorsi il più possibile adeguati, conformi alla difficile situazione.

Prepararsi al dopo-emergenza
Ad essere sinceri, però, oltre al presente, ci preoccupa il futuro. Non sappiamo infatti quanti altri profughi arriveranno, quanto durerà l’emergenza e, quindi, quali altre necessità emergeranno. Perché, guardando un po’ più in là dell’immediato, una volta risolto il problema del cibo e dell’alloggio, ci saranno probabilmente: bambini che dovranno andare a scuola; adulti che dovranno conoscere la lingua; spazi e momenti di incontro da istituire per aiutare l’integrazione.

Siamo fiduciosi e pieni di speranza che, al variare delle richieste, si troveranno disponibilità confacenti, perché Dio non fa mai mancare la sua grazia, l’amore e la carità. Infatti, se prestiamo più attenzione alla storia, mediante il Vangelo, è questo ciò che di meglio ci sta insegnando. E sono sicuro che, anche se pare assurdo, eppure… in un qualche modo, per grazia, lo stiamo imparando!

Don Riccardo Paltrinieri
Vicario Episcopale per la carità

Adesione alla raccolta fondi promossa dalla Caritas Italiana, accompagnamento delle ospitalità e censimento delle disponibilità di alloggi. Per i materiali di prima necessità coordinamento con le indicazioni della Protezione Civile dell’Unione Terre d’Argine

Con il cuore straziato per quanto accade in Ucraina – e non dimentichiamo le guerre in altre parti del mondo, come nello Yemen, in Siria, in Etiopia… –, ripeto: tacciano le armi! Dio sta con gli operatori di pace, non con chi usa la violenza. Perché chi ama la pace, come recita la Costituzione Italiana, «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali» (Art.11)

Angelus Papa Francesco 27/02/2022

La Caritas diocesana di Carpi desidera esprimere la propria vicinanza al popolo ucraino, vittima di una escalation di violenza che non risparmia la popolazione civile. Il Paese dall’inizio del conflitto ad oggi, ha visto partire circa 1 milione di persone in fuga (400.000 solo negli ultimi due giorni). Le previsioni parlano di 4 milioni di profughi e 12 milioni di persone in stato di bisogno nel territorio ucraino. La maggior parte di esse si sposta verso i Paesi limitrofi, in particolare verso Polonia, Romania e Moldavia.

Le Caritas dell’Ucraina insieme alle Caritas dei Paesi confinanti stanno collaborando strettamente con Caritas Europa e Caritas Internationalis per donare beni di prima necessità, trasporto sicuro, accoglienza nei centri Caritas, supporto psico sociale, condivisione di tutte le informazioni corrette.

Considerata la complessità dell’emergenza umanitaria, le donazioni in denaro restano al momento il modo più efficace per sostenere direttamente il popolo ucraino in queste ore drammatiche. Questa è la posizione    assunta da Caritas Italiana al fine di valorizzare sia l’impegno di chi lavora sul campo, sia la disponibilità di tutte le persone di buona volontà che si stanno rivolgendo a noi.

Caritas Diocesana di Carpi, in linea con questa indicazione, NON organizza raccolte ed invii di generi di prima necessità. Per la raccolta di materiali si rimanda alle indicazioni fornite dalla Protezione Civile dell’Unione Terre d’Argine nel comunicato diffuso nei giorni scorsi.

La nostra scelta è dovuta da un lato all’oggettiva impossibilità di far pervenire gli aiuti in territorio ucraino e, dall’altro, alla necessità di coordinare il nostro lavoro con quello delle Caritas Italiana, Ucraina e delle Caritas di Polonia, Romania e Moldavia.

Caritas Italiana ha già stanziato 100.000 € a sostegno di Caritas Ucraina e delle Caritas più vicine per rispondere ai bisogni immediati della popolazione

 Caritas Diocesana di Carpi aderisce a questo appello con la raccolta fondi:

“UCRAINA ASCOLTIAMO IL GRIDO DI PACE”

IBAN: IT86X0538723300 000001422974

intestato a Diocesi di Carpi-Caritas Diocesana

Causale: Emergenza Ucraina

Sottolineiamo inoltre che non è sufficiente un intervento emergenziale per rispondere a un problema che richiederà settimane, mesi e forse anni per la ricostruzione, non solo di edifici distrutti ma soprattutto di storie di vita, biografie, contesti sociali. Per questo riteniamo necessaria una riflessione che coinvolga i diversi Uffici pastorali, la Comunità Ucraina presente in Diocesi, e chiunque si senta colpito dagli eventi in corso.

Arrivi e Accoglienze:

In questi giorni stiamo ricevendo richieste di aiuti per le persone sfollate e già arrivate nel nostro territorio diocesano. Per questo si rende necessario un coordinamento di ciò che è possibile fare per l’accoglienza:

  • Per le persone e famiglie in fuga dal conflitto, Caritas diocesana promuove le accoglienze piccole e diffuse, già sperimentate sul territorio in occasioni precedenti. Le Comunità parrocchiali e le famiglie disponibili ad accogliere potranno contare sull’accompagnamento e il monitoraggio di Caritas Diocesana, in collaborazione con Migrantes di Carpi e Modena, insieme alla Comunità Ucraina presente nel nostro territorio.

Invitiamo perciò coloro che avessero disponibilità di locali, o coloro che stanno già accogliendo in casa propria, a mettersi in contatto con la Caritas diocesana per coordinare gli interventi e le necessità.

  • Per ogni persona accolta sarà necessario entrare in contatto con l’AUSL per gli aspetti sanitari legati al covid, e con la Questura per notificare e registrare le presenze.
  • E’ attiva la collaborazione con le Terre D’argine per il coordinamento degli aiuti. A questo link il comunicato con tutte le informazioni necessarie.

https://www.terredargine.it/comunicazione-unione/comunicati-stampa-unione/13797-anno-2022/87159-solidarieta-all-ucraina

Ringraziamo sin da ora tutti coloro che si stanno interessando per sostenere questa situazione emergenziale, e per gli aiuti che stanno arrivando. Restiamo a disposizione per ogni richiesta e informazione presso:

CARITAS DIOCESANA DI CARPI

Via O. Vecchi n.38 – 41012 Carpi (Mo)

www.caritascarpi.org – T. 059-644352 – Mail: caritas@carpi.chiesacattolica.it

 

Parrocchia San Giuseppe Artigiano

Via Remesina Interna, 56
41012, Carpi (MO)

Vademecum Sinodale per la Diocesi di Carpi